Laura Pausini ospite all'Ariston

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Sorridente e prodigo di dichiarazioni, Pippo Baudo ha ieri rivelato alcune anticipazioni sulla prossima edizione di Sanremo. L’occasione è stata offerta dalla presentazione capitolina del Festival Euromediterraneo del Cinema Giovane diretto da Franco Mariotti a Sangineto Lido (Cs), dal 25 al 28 luglio, e la cui serata conclusiva sarà condotta da Baudo. Come mai ha accettato di presentare un festival del cinema? «La rassegna, che torna con la sua settima edizione, dopo uno stop di 11 anni, proporrà una serie di pellicole di nuovi autori. E il nostro cinema, dopo un periodo di crisi, è tornato ad essere amato soprattutto dai giovani.

Per la prima volta il numero degli spettatori è calato alle partite di calcio, mentre è aumentato nei cinema (con il 40 per cento in più) e in teatro (con il 150 per cento in più). Il merito è degli attori giovani che interpretano film su interessanti problematiche generazionali e sono felice di presentare artisti bravi come Maria Grazia Cucinotta, Neri Marcorè o Giorgio Pasotti. E poi sono onorato di festeggiare gli 80 anni del mio maestro Oreste Lionello, che sarà al festival». Nel passato lei è stato protagonista di alcuni musicarelli, i cosiddetti film musicali degli anni ’60, le piacerebbe tornare a fare l’attore? «Sono lontani i tempi di "Il suo nome è Donna Rosa", "Zum Zum Zum" o "Viva le donne".

Ma ora non tornerei al cinema, anche perché il pubblico mi identifica come presentatore e sono troppo connotato come personaggio. Persino quando interpretavo i musicarelli, sui poster scrivevano "Pippo Baudo nella parte di Pippo Baudo". Però, chissà, tra molti anni se mi offrissero una bella parte, di un anziano in carrozzina, magari ci potrei pensare». A che punto è con la preparazione del festival di Sanremo? «Siamo in fase di cottura. Molta gente mi chiede come mai sia necessario iniziare a lavorarci con tanti mesi di anticipo, eppure io già ci penso già dal giorno dopo aver finito l’edizione precedente: solo così Sanremo può riuscire bene». Fiorello ha dichiarato che non verrà al festival perché lei è Chiambretti siete già una coppia collaudata e non avete bisogno di altri, che ne pensa? «Fiorello ha equivocato, ma resta un amico e io un suo grande ammiratore. Spero ci ripensi, per averlo a Sanremo sto facendo le messe. Intanto, lavoriamo perché Sanremo diventi un festival sempre più italiano.

Lo schema del venerdì, come serata dedicata ai superospiti della musica italiana, resterà invariato. Mi aspetto di vedere sul palco Laura Pausini, che mi ha dato la sua disponibilità - anche se fuori dalla gara -. E Eros Ramazzotti. Si tratta di artisti che hanno iniziato con me e sono persone speciali: negli anni hanno sempre continuato a dimostrarmi il loro affetto e la loro riconoscenza. Ospiti stranieri ce ne saranno, ma solo se valgono davvero artisticamente: sarà messa al bando l’esterofilia gratuita». Polverizzate le polemiche sulla scorsa edizione del festival, come sono ora i rapporti tra lei e il direttore Fabrizio Del Noce? «Ci siamo rasserenati in modo molto naturale. Nella vita chi si ostina molto sbaglia. E così, un giorno ci siamo rivisti e abbiamo iniziato a parlare del festival del prossimo anno in modo assolutamente semplice e per niente traumatico. Fra gli obiettivi della rassegna canora ci sarà soprattutto grande attenzione per i giovani.

Certo, quest’anno abbiamo avuto fortuna lanciando Fabrizio Moro: la sua canzone è diventata un inno per i ragazzi. Siamo riusciti a proporre tante belle canzoni, c’erano Cristicchi e Silvestri. Speriamo di avere ancora più fortuna l’anno prossimo». E riguardo alle presenze femminili, per il palco dell’Ariston avete già scelto qualche personaggio? «Sono tante le donne che si sono proposte alla conduzione. Finora, almeno una ventina, fra soubrette e attrici. Ma stiamo riflettendo sui nomi. L’unica cosa certa è che non vogliamo solo delle belle statuine, ma artiste che sappiano fare il loro mestiere». Manterrà la formula della bionda e della bruna o si limiterà a una sola co-presentatrice, come l’anno scorso? «Anche su questo stiamo riflettendo, ma di sicuro non ne sceglieremo più di due».

Fonte: www.iltempo.it

 
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