Laura Pausini incanta SanSiro

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Se Vasco ne è il re, San Siro ieri sera, sotto una pioggia scrosciante, ha trovato la sua regina in Laura Pausini, prima donna in assoluto a esibirsi al Meazza. "Sono orgogliosa di rappresentare le mie colleghe italiane che saliranno su questo palco - ha detto la vincitrice del Grammy - sono la prima, ma non sarò l'ultima, perché la gente ama la musica italiana". Orgogliosa del suo ruolo di apripista, Laura ha dedicato il concerto "a mia nonna, alla mia amica Antonella (Russo, una fan che aveva già preso il biglietto ed è stata uccisa a gennaio dal compagno della madre) e a tutte le donne con due palle così".

LA CORNICE. Femmine di razza come lei che, nello stadio del suo Milan, ha segnato un ennesimo record, esibendosi per 70mila spettatori, venuti da tutta Italia, ma anche dall'estero, per intonare con lei "Io canto", il brano di Cocciante che dà il titolo al suo ultimo album (il più venduto del 2006), con cui ha aperto lo show. Per il gran debutto, Laura non si è risparmiata: si è preparata come per la maratona di New York; ha curato la scaletta, preparando tre medley e proponendo in una riuscita alternanza i suoi successi più amati e i nuovi brani, tutte cover italiane; ha chiamato Tiziano Ferro a duettare; ha voluto un palco mastodontico, a forma di vela, con maxischermi e tecnologie mai usate prima.

PUBBLICO IN DELIRIO. L'hanno ripagata i numeri e il calore del pubblico che, quando è emersa al centro del palco, sollevata da un elevatore, l'ha accolta con striscioni zuccherosi e sventolio di bandiere. Look aggressivo con pantaloni di pelle nera e bustier, l'immagine rock firmata Dsquared riflessa dai maxischermi, dopo 'Io cantò Pausini si è lanciata in uno dei suoi inni, "Gente", prima di passare a "Destinazione paradiso" di Gianluca Grignani (uno tra i tanti amici, insieme a Eros Ramazzotti, Valeria Marini, Alessia Marcuzzi, Anna Falchi, Carlo Ancelotti, Billy Costacurta e Martina Colombari, presenti a San Siro), e "E ritorno da te" di Biagio Antonacci, suo cavallo di battaglia. Tributo alla melodia anche nel primo medley, con citazioni da Mogol-Battisti, Zucchero e Vasco Rossi.

VECCHI SUCCESSI. Dopo un salto nel passato, con "La solitudine", che la lanciò a Sanremo nel '94, e "Ascolta il tuo cuore", breve pausa riempita da un video dove, come in un flusso di coscienza, la 33enne ha ripercorso la sua storia dal debutto a oggi. Il ritorno alla musica è stato affidato a "La prospettiva di me" e "Parlami", unite dall'assolo di Paolo Carta, chitarrista storico e compagno dell'artista. Nemmeno la pioggia, scrosciante da metà concerto, è riuscita a spezzare l'entusiasmo della Pausini, che ha definito la sua passione "benedetta da Lui e dalle lacrime di gioia che ci sta regalando". "Voglio sentire le gocce addosso come voi, perché questa notte la ricorderò tutta la vita, come due sposi che promettono di non lasciarsi mai" ha detto per introdurre "Prendo te", "scritta per il matrimonio di mia sorella, dedicata a chi, come noi, vuole unirsi per la vita con un anello che - ha sottolineato - è un simbolo".

APOTEOSI FINALE. Prima di "Resta in ascolto", una citazione del Grammy, vinto con l'album omonimo, "un disco che - ha spiegato, ormai fradicia - racconta la mia vita, la mia storia, le mie delusioni, i pianti e le persone mandate a 'fanculo". Dopo una crasi tra "La isla bonita" e "La mia banda suona il rock", tutto San Siro ha accompagnato in coro il duetto con Tiziano Ferro, sulla sua "Non te lo so spiegare". Tolti i jeans dei bis, affidati a "Come se non fosse mai stato amore" e "Incancellabile", Laura è uscita a salutare un'ultima volta il suo pubblico avvolta in una vestaglia da pugile con il suo nome ricamato, quasi un simbolo della lotta sostenuta per arrivare fin qui, felicemente coronata da pioggia di coriandoli e stelle filanti.

Fonte: www.unionesarda.it

 
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