Pausini l’«americana»: ho studiato inglese per scalare la classifica

ROMA - L’accento italiano risente delle sue origini romagnole, ma quello inglese è perfetto. «Se no il mio album non l’avrebbero fatto uscire in America», confessa Laura Pausini che ora sogna di duettare con Vasco Rossi. «Siamo diversi, ma sono cresciuta con la sua musica». La 28enne cantante di Solarolo, dopo 20 milioni di dischi venduti (anche un album in portoghese e in spagnolo), tenta la fortuna negli Stati Uniti. Ha inciso il suo primo album in inglese, «From The Inside». In America è uscito a novembre, ma dal 24 gennaio sarà anche in Italia, poi in Australia, Cina, Giappone e in tutt’Europa. «Chissà come lo prenderà la gente abituata a sentirmi cantare in italiano».

Negli States il remix di «Surrender» è al terzo posto della classifica club. «Ci sono rimasta male. Sono una cantante pop, che ci faccio nella top dance? Mi hanno spiegato che negli Usa si parte da lì, dopo si finisce nella chart ufficiale». Le ci sono voluti due anni per registrarlo. «Sono ripartita da zero, è un terno al lotto. Non so le difficoltà degli altri italiani, come Elisa, bravissima, che hanno provato a sfondare in questo mercato. In America favoriscono molto i loro prodotti, anche se ora cercano le eccezioni, come Shakira. Dieci anni fa, di italiani famosi all’estero c’era solo Eros Ramazzotti. Gli stranieri mi hanno adottata subito». Per due anni ha fatto la pendolare fra Milano e Los Angeles. «Facevo una vita normale: la spesa, i ristoranti, gli amici. Poi sono andata a scuola. Mi svegliavo alle sette, zainetto in spalla: cinque ore di inglese tutti i giorni, per un mese».

In America qualcuno la paragona a Jennifer Lopez. «Non capisco perché. Spero non si riferiscano alla voce, mi offenderei un po’». L’album ha coinciso con la separazione dal produttore Alfredo Cerruti. «Con lui ho diviso nove anni della vita. Il disco rispecchia lo stato d’animo di una persona viziata che, per la prima volta, deve decidere da sola. Alcuni giorni mi sentivo libera e felice. Altri depressa, senza energie». Il prossimo passo sarà un album in francese. «Non più di due, tre canzoni. A maggio uscirà in Francia un singolo dove duetto con Helene Segara. Ma dopo smetto, perché inizio a fare confusione fra le lingue».

Lei, scoperta a 18 anni, ora dice: «I reality show a caccia di talenti hanno colmato un vuoto discografico. Ma in tv vogliono ragazzi con una bella faccia, che sappiano ballare. Sarebbe meglio un solo programma con selezioni che scelgano la bravura e non la forma». Al cinema ha detto no: Zeffirelli le aveva chiesto di interpretare la Callas, Muccino voleva affidarle una piccola parte e la colonna sonora di Ricordati di me. «Tra un po’ mi piacerebbe presentare un programma tv. Magari Sanremo». Sta lavorando al nuovo album in italiano. «Vorrei uscisse il 27 febbraio del 2004, a 11 anni dalla mia vittoria a Sanremo. Sarà pop-rock».

 

Di Sandra Cesarale

© Corriere della Sera

 

Laura Pausini è scatenata «Voglio l'America. E l'Eros»

ROMA — «Grandi, alla radio stanno passando il mio ultimo pezzo!». La Mercedes nera scivola oltre i cancelli di Cinecittà lasciandosi alle spalle lo Studio 5 e Gianni Morandi. Appena il tempo di chiamare casa e Laura Pausini (nella foto) è lì a crogialarsi tra i complimenti di papà Fabrizio («dopo ogni esibizione, il suo giudizio è quello a cui tengo di più»).

Sulla scena, nella puntata finale di "Uno di noi", l'emozione le ha disidratato le labbra, lasciandole in gola l'ultimo verso di "Surrender", ma davanti alla tv se ne sono accorti in pochi perchè basta il pathos di quella appassionata voce romantica a sfumare qualsiasi defaillances. Dietro, nel portabagagli, i 25 dischi di platino ricevuti da Lorella Cuccarini per le vendite di "The Best Of..." sobbalzano ad ogni curva. Andranno ad aggiungersi agli altri 135 appesi al muro in dieci anni di carriera.

La "voce" di Solarolo ha di che sentirsi soddisfatta, sebbene fuori, oltre la pioggia che riga il finestrino, si agitino le ansie del nuovo inizio segnato da "From the Inside", suo primo album "americano" in distribuzione anche di qua dall'oceano a partire dal 24 gennaio. "From the Inside" al momento è 7° nella classifica dance di Billboard e "Surrender" 4ª in quella dei remix. «Credo di essere partita bene. Abbiamo già venduto 250 mila copie».

Quanto c'è di autobiografico in questo disco? «Innanzitutto "Love Comes From the Inside", che racconta di una persona sentimentalmente confusa, disorientata, in cerca di una sua strada (Laura si è da qualche mese lasciata col suo storico fidanzato Alfredo Cerruti, ndr). Ma anche "Surrender", scartata inizialmente perchè un titolo come "arrendersi" non fa per me. Poi però ho capito che davanti all'amore si è indifesi e, a volte, felici di capitolare». Qual è la domanda che le viene rivolta con maggior frequenza? «Tutti mi chiedono chi me l'ha fatto fare e io rispondo: il desiderio di avventurarmi in canzoni più ritmiche e meno legate ai climi delle mie ballate».

Allo show di Jay Leno com'è andata? «Bene. Jay l'avevo conosciuto in primavera a Pasadena per l'inaugurazione di Madre's, il ristorante di Jennifer Lopez. M'aveva detto "Italiana? Io sono di Avellino, vieni a trovarmi in tv". E così ho fatto. E' stato gentilissimo, in studio c'era pure Tom Sellek che m'ha confidato "tu sei la prossima superstar della canzone". E se lo dice Magnum PI...».

E il prossimo album in italiano? «Arriverà tra fine 2003 e primavera 2004, dipende dagli impegni americani. Ho già stabilito quasi tutto il repertorio. Lo realizzerò nei miei nuovi Oliveta Recording Studio. A Castelbolognese, infatti, ho comprato una grande villa della famiglia Ferruzzi; il complesso principale l'ho donato ai miei genitori, in uno dei due laterali risiede mia sorella e nell'altro ho costruito una modernissima sala di registrazione. Ora nella nostra vecchia casa di Solarolo c'è solo il fan club». Qualche anticipazione? «Gran parte del repertorio l'ha composto Daniel, l'autore di "E ritorno da te" perchè è proprio da lì che voglio ripartire. C'è pure un duetto che mi piacerebbe da matti incidere con Eros Ramazzotti, ma non so se riuscirò mai a convincerlo. Ci sono diversi cantanti che amo alla follia, da Liam Gallagher degli Oasis a Mark Anthony, da Vasco a Tiziano Ferro ma Eros rimane qualcosa di molto speciale per me. Intanto duetto un brano nel nuovo album di Heléne Segarà, l'Esmeralda francese dell'osannato "Notre Dame de Paris" di Riccardo Cocciante». Tentata dal cinema? «Sia Muccino sia Zeffirelli per il film sulla Callas mi hanno proposto una parte. Ma al momento penso solo alla musica».

 

di Andrea Spinelli

© Il giorno

 

La vocalist romagnola fa il suo esordio nelle classifiche USA

La vocalist romagnola fa il suo esordio nelle classifiche USA partendo dai luoghi apparentemente meno consoni ad una cantante di pop melodico: i dancefloor alla moda degli Stati Uniti. Il singolo “Surrender”, tratto dall’album in lingua inglese “From the inside” che agli inizi di novembre è uscito in Canada, Messico e Stati Uniti (vedi News), staziona da tre settimane nella Hot Dance Music/Club Play di Billboard, classifica compilata sulla base delle playlist fornite dalle più importanti discoteche nazionali. Nella chart che uscirà il 21 dicembre e che Billboard anticipa sul suo sito Web il singolo, adeguatamente rielaborato e velocizzato da un gruppo di remixer americani, continua a salire e tocca il 13 mo posto, la posizione più alta registrata finora. La strategia che la Atlantic ha adottato per rendere popolare il nome della Pausini negli USA, in realtà, non è nuova: l’hanno testata con successo, prima di lei, star come Cher e stelle del country-pop come LeAnn Rimes, Faith Hill e Shania Twain. Ma evidentemente funziona ancora.

 

© Rockol.it

 

La cantante italiana Laura Pausini ha messo sul mercato un disco in inglese

MADRID, (EUROPA PRESS). La cantante italiana Laura Pausini ha messo sul mercato un disco in inglese per inserirsi nel mercato americano. Laura è abbastanza colpita da una recente rottura sentimentale e ha voluto plasmare i suoi sentimenti nelle canzoni del suo nuovo album, dunque si sente pronta per abbordare questo nuovo progetto, perchè si considera una donna molto forte.

Questo disco in inglese lo manifesti con molta forza? Si, tutti sono importanti per me. Non perchè canto in inglese penso che sia più importante degli altri, inoltre ho avuto questa lingua come ultima. Credo che le lingue latine mi hanno sempre impressionato di più e che grazie all’apprendimento di esse ho avuto voglia di apprendere le altre, di comprendere che son capace di cantare e sentirmi a mio agio anche se non canto nella mia lingua propria. Cantare in inglese è qualcosa di importante per un europeo, perchè si tratta di uscire a un mercato americano dove la gente è molto nazionalista ed è difficilissimo avere successo in generale. Sono una donna e questo è molto più difficile, pero sono forte, sono toro.

Che cosa è che ti mette più paura di uscire in questo mercato? Non so, qui non lo so perche tuttavia non ho visto niente. Quello che mi ha sorpreso di più e la critica che ho ricevuto con il mio primo disco in italiano e il mio primo disco in spagnolo , mi sento una regina in Nordamerica, perche tutti i critici più importanti di People, di Times, mi hanno mosso critiche meravigliose. Mi sento anche molto a mio agio ora con i giornalisti.

Nelle tue nuove canzoni ci racconti cose intime? Si, assolutamente. Mi sono concessa due anni e ho voluto scrivere, pero non ero capace, non mi sentivo a mio agio a scrivere in inglese da sola e ho dovuto cercare autori che potessero scrivere cose che mi rappresentassero e ho dovuto aprirmi con loro, raccontare cose molto private. Io sono stata innamorata, ho vissuto con un uomo per nove anni e questa storia è terminata ora. Logicamente le cose cambiano molto, perchè non ero sposata, ma era come se lo fossi. Ho pensato sempre al plurale, mai alla vita indipendente, e adesso mi sento poco a mio agio, devo trovarmi e sapere chi sono,da sola. Desideravo cantarlo, spiegarlo. Ci sono molte cose da dire e io lo volevo cantare.

Pero sembra che affronti con ottimismo questa nuova tappa... Si, è che io sono molto ottimista. Molta gente del mio segno sono delle persone che cercano di trovare una soluzione ai problemi, e sono contenta di questo perchè mi ha sempre aiutato quando ho fatto canzoni. Ci sono delle volte in cui non ti viene niente e ti viene una crisi, ma quando i problemi della vita sono reali, con le preoccupazioni, è difficile. Pero verrà altro, viaggiando tanto lo devo incontrare, un ragazzo spagnolo.

Hai pensato nella maternità? No, è uno dei motivi per cui mi sono separata

Pero l’ultima volta che sei venuta dicesti che desideravi essere madre... Si, io vedevo i momento di sposarmi e di avere un figlio ,ma non fu possibile. È incredibile come in un anno i miei sogni siano cambiati in questo senso. Prima vivevo con un’ansia di avere, di concludere questa cosa. Vedevo bambini in ogni parte, pero lui non voleva, ora non lo penso, perchè manca la materia prima. Sono più concentrata nell’amicizia adesso perchè i miei amici sono duri forti, mi dicono quello che pensano. Voglio conoscermi e credo che il mio lavoro possa aiutarmi a conoscermi meglio.

Ti è costato molto dimagrire? Io mi sentivo meglio quando ero grossa, ho dovuto calare di peso per problemi fisici e dopo essere scesa di peso mi sono resa conto di essere meglio e non posso nascondere che quando mi guardo allo specchio posso mettermi cose che prima non si chiudevano, sono contenta. Pero sono una persona in pace con me stessa.

Che opinione hai del conflitto in Irak? Io non sono molto d’accordo con quello che stanno sostenendo Spagna e Italia. Sono contro la guerra, non credo che sia la soluzione in nessun senso. Noi eleggiamo i politici perche ci rappresentino. In Italia ci sono state milioni di persone a manifestare contro la guerra, in Spagna anche , in tutto il mondo si e detto che sono stati i paesi più rivoluzionari in questo. I nostri politici non ci stanno rappresentando molto e non sono contenta di questo. Loro dovrebbero trovare la soluzione ai problemi senza pensare alla guerra e succede sempre questo. Lo trovo molto stupido.

 

© Europa Press

 

Laura Pausini il 10 ottobre in anteprima al Carisport

Partirà il 10 ottobre da Cesena il tour mondiale 2001-2002 di Laura Pausini. La conferma dell'accordo per fare al Carisport le prove e l'anteprima del tour è arrivata ieri sera, dopo alcuni giorni di riflessione legati all'attacco terroristico agli Stati Uniti: il primo concerto del tour, infatti, è in programma a Miami, in Florida. La parte più importante del tour si svolgerà nell'America latina, dove la cantante di Solarolo è ancora più popolare che in Italia, con concerti in Brasile, Argentina, Guatemala e Messico.

 

© Il resto del Carlino

 

"Per il prossimo disco la mia anima latina ha sposato l'inglese"

Los Angeles - E' una strana sensazione quella di non poter tornare a casa. Ancora più strana se ci si trova negli Stati Uniti, da dove ogni secondo partiva un aereo verso il mondo intero. Ieri, a due giorni dalla tragedia, il cielo di Los Angeles era ancora vuoto. Lungo le freeways lentamente ricominciava il traffico: ma in Italia non si può tornare in automobile. Per cui, con Laura Pausini, siamo bloccati in un albergo di Los Angeles aspettando, quasi sempre davanti alla televisione, che i voli riprendano normalmente. E così le nostre vite quotidiane. Laura Pausini era arrivata qui per la seconda edizione del Latin Grammy, il premio che l'industria americana dà alla musica latina. Tutto sembrava perfetto. Il 10 settembre, otto ore prima degli attentati, si era svolta una serata in onore di Julio Iglesias, premiato con il Latin Grammy alla carriera. La cantante era apparsa sul palco raggiante, dimagrita (ha perso 12 chili), elegantissima. La sua "Tra te e il mare" aveva avuto un'accoglienza straordinaria, l'abbraccio di Iglesias era stato il più lungo di tutti. Dopo poche ore il silenzio è caduto sugli Stati Uniti.

Laura Pausini è stata la prima cantante italiana a ricevere "nomination" per un premio prestigioso come i Latin Grammy. Ne ha avute ben quattro: per il miglior disco pop femminile ("Tra te e il mare"), per l'ingegnere del suono (Luca Bignardi e John Jacobs), per il produttore esecutivo (Laura Pausini e il suo fidanzato e manager Alfredo Cerruti jr.) e per il produttore artistico (K.C. Porter per "Il mio sbaglio più grande"). Senza contare che, assieme ad Antonio Banderas, avrebbe dovuto premiare uno dei vincitori.

Ma gli aerei sono caduti su Manhattan e sul Pentagono, i Latin Grammy sono stati rimandati a chissà quando e Laura Pausini si è chiusa in albergo aspettando momenti migliori. Ha annullato tutti gli impegni promozionali, ha anche rifiutato un invito della coppia BanderasMelanie Griffith che la sera stessa dell'attentato hanno deciso di fare un party. Non è proprio con entusiasmo che accetta di rispondere alle domande: «Mi pare così assurdo parlare di dischi, di video, di concerti, ora, davanti a immagini simili» dice mentre cambia i canali della televisione sui quali sfilano i parenti con le fotografie dei "desaparecidos" di New York. In questi giorni la tv americana trasmette la sua tragedia a reti unificate, a tutte le ore del giorno e della notte. Con molta fatica ci allontaniamo dal televisore e proviamo a concentrarci su qualcos'altro. Sul nuovo disco, per esempio. «E' una raccolta, la prima dopo otto anni» dice la Pausini. Uscirà il 12 ottobre in due versioni (italiana e spagnola per il mercato latino) con il titolo "The best of – E ritorno da te", conterrà sedici canzoni, due delle quali inedite. Il video della prima, "E ritorno da te", girato da Gabriele Muccino, andrà in onda dal 24 settembre in tutto il mondo (il 21 alle 20.50 anteprima esclusiva su Canale 5).

Oltre ai classici cantati ex novo (magnifico il nuovo arrangiamento di "La solitudine" con la London Symphony Orchestra), c'è "La mia risposta" cantata in spagnolo, c'è "One more time" che era la colonna sonora di "Le parole che non ti ho detto" con Kevin Costner, e c'è un duetto bilingue con il grande brasiliano Gilberto Gil su "Seamisai". «Erano anni che ci mandavamo a dire, attraverso le interviste, che avremmo voluto cantare assieme. Ci siamo visti a Milano e abbiamo tradotto la canzone. E' una persona calma, sicura, estremamente scrupolosa sul lavoro. Ha voluto che la traduzione fosse quasi letterale».

Perché, con tante canzoni in classifica in due continenti, non ha deciso prima di fare un'antologia? «Non mi sentivo pronta. L'idea mi è venuta quest'anno sul palco di Sanremo. Mi sono ricordata di "La solitudine", di quella Laura lì. E ho guardato quella di oggi. Mi sono detta: se sono già a Sanremo come superospite che cosa posso fare d'altro? Quella notte non sono riuscita a dormire. Poi ho deciso di fare un "best". Mi è anche servito come scusa per partire in tournée. Sono tre anni che non canto in Europa e cinque in America Latina. Mi manca tanto un contatto diretto con il mio pubblico. In ottobre farò concerti in America e in gennaio in Europa». Nel "best" italiano ha voluto una canzone in spagnolo, una in portoghese e una in inglese (con accento perfetto). Perché? «Lo spagnolo è la seconda lingua della mia musica; il portoghese è la lingua della musica brasiliana, una delle mie preferite. L'inglese è necessario: in marzo uscirà il mio primo disco per il mercato nordamericano».

Si dice che abbia avuto a disposizione i grandi produttori del momento, da Patrick Leonard (Madonna, Elton John) a Narada Michael Walden (Houston, Carey), da Sturken e Rogers (Anastacia) a K.C.Porter (Santana, Ricky Martin); si dice che abbia rifiutato canzoni composte per lei da miti della musica americana. E' vero? «Del disco in inglese vorrei non parlare. Non ha ancora un titolo, non è del tutto finito. Posso però dire che cantare in inglese mi ha insegnato a usare la voce in maniera diversa, e ha cambiato il mio viso, i movimenti del corpo. Tant'è che sono riuscita a dimagrire, mangio in un altro modo, faccio molta ginnastica. Ho ritrovato sicurezza, sono finalmente soddisfatta della mia immagine».

di LAURA PUTTI

© La repubblica

 

Big Laura vestita di nuovo

Sicura, elegante, più matura. La metamorfosi della cantante italiana più famosa all'estero

Piccole donne crescono. E anche molto in fretta, tanto per rispettare la straordinaria rapidità dei tempi che corrono. Ti di-strai appena un attimo, e tutto attorno a te è già cambiato: musiche, costumi, gusti, tendenze, punti di riferimento. E allora occorre essere tempestivi nelle mutazioni estetiche e fisiologiche, perché se perdi il treno poi non lo riacchiappi più. Guardate per esempio il caso di Laura Pausini, davvero emblematico da questo punto di vista. Aveva 19 anni non ancora compiuti quando calcò per la prima volta il palcoscenico del teatro Ariston di Sanremo, sezione "Giovani" del Festival della canzone, il 25 febbraio del 1993, per cantare "La solitudine". Era una ragazzina alquanto goffa e impacciata, spaesata come accade a tutti gli esordienti e anche un po' sovrappeso. Però la canzone era bella, la voce pure, e tanto bastò per fare di lei l'attrazione della manifestazione.

Guardatela invece ora, ad appena otto anni di distanza. Cantare, continua a cantare bene. Anzi, sempre meglio. Basta ascoltare gli attestati di stima che le sono piovuti addosso, quello di Luciano Pavarotti in testa, e far la conta degli album venduti in giro per il mondo: 16 milioni tondi tondi, escludendo il "Best of" appena uscito per i tipi della East West, per fare un bilancio: Big Laura è la cantante italiana più famosa del globo. Ma è l'immagine l'autentica "marcia in più" che la Pausini di fine millennio può vantare nei confronti della sua incarnazione precedente Laura, ora, è una giovane donna spigliata e sicura di sé, che cura le apparenze nei minimi particolari e veste soltanto abiti griffati Armani, come recitano le note che accompagnano i bozzetti dei suoi vestiti. In più parla fluentemente lo spagnolo, «la seconda lingua delle mie canzoni», e studia accanitamente l'inglese. Un po' perché, dopo aver conquistato l'America del sud, ora vuole sfondare anche sul mercato del nord: dove l'uscita del suo "Best of" in lingua è già programmata per il prossimo mese di marzo, e dopo arriveranno anche Cina e Giappone. E un po' perché, come ha dichiarato lei stessa, «cantare in inglese mi ha insegnato a usare la voce in maniera diversa, e ha anche cambiato il mio viso, i movimenti del mio corpo: infatti sono dimagrita di ben 12 chili!».

Non sorprende dunque che questa Pausini vestita di nuovo abbia voluto per la regia del videoclip di "E ritorno da te", un grande del cinema italiano contemporaneo: Gabriele Muccino. Che non è soltanto il suo regista prediletto, ma anche un uomo che lei sente particolarmente affine nel modo di trattare i sentimenti: «È romantico senza essere mieloso, vive le sue emozioni in maniera semplice e diretta. E in più è riuscito a far recitare anche me. Solo per questo meriterebbe un encomio solenne». Almeno pari a quello che lei ha ricevuto lo scorso 2 dicembre, al FilaForum di Milano, per il concerto di chiusura del suo lunghissimo tour: 15 mila persone entusiaste, capaci di cantare all'unisono la quasi totalità del canzoniere pausiniano. Uno spettacolo impressionante per passione e partecipazione, insomma, ripreso integralmente dalle telecamere di Canale 5: che lo manderà in onda domenica 16 dicembre, alle 9 precise di sera.

di Roberto Gatti

© EspresspOnLine

 
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